Genova. Musica, danze e Gap. Una cronaca genovese
A metà luglio io e Costanza siamo stati ospitati da amici (Laura e Francesco) proprio in Liguria, a Pontedecimo/Genova. Città che un po’ conosco per averci suonato un paio di volte con i Frankenstein Cognitive Science, (Francesco, originario di Gaeta e genovese di adozione era il pianista). Questa volta, con una toccata e fuga di un paio di giorni, ho potuto vedere la Superba di giorno senza l’eccitazione musicale, e assaporarne, per quanto sia stato possibile in soli pochi giorni, l’essenza, l’aria e la cultura.
La prima sera vediamo proprio la Genova dei vicoli. Una piccola piazzetta: Piazza Cernaia. Persone, bambini, giovani e anziani che ballano al ritmo di una fisarmonica suonata da un anziano signore seduto al centro della piazza (vedi il video). Su un lato della stessa, una lunga tavolata con bevande, vino e varie pietanze. Ci fermiamo qualche istante. Rimaniamo incuriositi e divertiti a osservare. Una persona si avvicina e, improvvisandosi Cicerone, ci spiega che è una festa organizzata dai residenti per mantenere vivo il proprio quartiere. «Dicono –ci spiega- che questo è un quartiere degradato e pericoloso. Ecco. Noi lo rendiamo più sicuro e meno problematico organizzando queste serate. Ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere. Ci sono musicisti. Non c’è nessuna scaletta, nessun programma. E’ tutto improvvisato. Quello che conta è vivere il proprio quartiere. Avete sete? Volete un bicchiere di vino?». Costanza rimane fieramente fedele ai suoi diktat («No no grazie! Io sono astemia.»), ma noi ovviamente accettiamo. Ed ecco un buon bicchiere di rosso in mano. «Se avete bisogno del bagno –spiega sempre la nostra anonima guida improvvisata- potete usare questo locale alle vostre spalle. E’ stato sequestrato alla mafia. Buona serata e buon divertimento». Rimaniamo lì. Fermi e felici nel vedere le persone che ballano. Tutto è spontaneo. E' quasi mezzanotte, ma nessuno si lamenta. Mi viene in mente che pochi giorni prima il vicino di casa di Costanza teneva la musica un po' alta in giardino, saranno state le 22:45. Lei era intenzionata ad aspettare fino alle 23: «Se per le 23 non smette gli mando giù il maresciallo! E che cavolo, ma sarà l'ora de far casin? Che zent che ghè en giro». Perfino lei, però, che per mentalità è sicuramente la più "trentina" tra noi, stavolta deve riconoscere che è una scena piacevole nella sua semplicità. Difficile, molto difficile, immaginare qualcosa di simile a Trento.
Fra i vicoli, in riva al mare e davanti a un bel piatto di pasta al pesto (quello genovese ovviamente, che ha ben poco a che vedere con quello che si compra al supermercato) si parla di tutto. Veniamo così a sapere che a Gaeta c’è il partito indipendentista filo borbonico e che in alcune zone della Sardegna si parla catalano. E forti della propria appartenenza linguistica-culturale, i catalani di Sardegna hanno ottenuto lo status di minoranza linguistica potendo mettere i cartelli stradali bilingui: italiano-catalano. Regioni che vai autonomisti che trovi.
Si parla di politica, della crisi, del G8, della militanza di Francesco in Rifondazione Comunista (a Trento era coordinatore dei giovani comunisti trentini) e del Gap di Pontedecimo, il paese dove vivono Laura e Francesco. «I Gap –spiega Francesco- sono reti di cittadini che si uniscono e decidono l'acquisto collettivo di beni quali generi alimentari. Il tutto è regolato per legge, ogni Gap non fa vendita e non fa nessun lucro, ma contratta il prezzo direttamente con i produttori e poi crea una rete di distribuzione alternativa a quella delle grandi catene. Tutti i prodotti del Gap sono tracciati in modo da poter risalire al produttore e sono conformi alle leggi riguardanti l'igiene. Un esempio è il GAP di Pontedecimo. E' stato costituito dal Circolo di Rifondazione della Valpolcevera. La Valpolcevera è una delle valli principali di Genova ed è anche una delle valli storicamente più popolari. (Un tempo sia operai che lavoratori manifatturieri avevano casa nella Valpolcevera). Proprio per l'aumento del prezzo della vita, due sono le attività indette dal circolo: il Gap e il doposcuola popolare gratuito per le famiglie più bisognose tenuto da volontari del circolo. Il Gap di Pontedecimo fondamentalmente vende beni di prima necessità: pane, salsa di pomodoro e pasta. Tendenzialmente ogni sabato mattina di ogni mese vengono distribuiti tali beni al prezzo fisso di 1,70. Con 1,70 si acquista 500gr di pane 1kg di pasta 1 kg di pomodoro. (le dosi possono variare anche a discrezione di chi ha più o meno reale necessità). Inoltre durante il GAP i cittadini vengono informati e durante l'acquisto possono ricevere volantini che li informano su particolari questioni. Quindi il GAP è anche un luogo di scambio sociale. Come Pontedecimo ce ne sono tanti e tanti altri».
Andrea Casna
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