Caldonazzo, TrentinoBookfestival 2012, 15-17 giugno, programma completo
Mauro Corona, un bicchiere e quattro chiacchiere
C'è qualcosa di storto nel mondo storto di Mauro Corona
A me ha fatto venire i brividi un pubblico foltissimo e adorante che applaude con lo stesso entusiasmo sia l'ingresso della star senza maniche (e va bene, la tv genera mostri), sia la sua dichiarazione di voto "democratica" (4 sì ai referendum), sia le sue banalità tardosociologiche ("il 95% di chi va a messa" - dunque il 95% del 15% al massimo - "si genuflette a Dio ma non sa che cos'è il perdono"; "che cosa ci serve l'Audi se la Uno mi porta a Erto lo stesso?"), sia il suo cinismo materialista: "Quando abbiamo fame, non c'è Van Gogh che tenga, preferiamo il panino con la mortadella", "L'uomo è peggio delle bestie, perché - costretto a sopravvivere - cannibalizza i suoi simili" (e invece la storia è piena di gente che sacrifica la vita per gli altri, anche se sta morendo di fame nei lager; ma di questo lo scrittore pinaitro-ertano non si cura.
E soprattutto, giù applausi quando rivendica di essere un uomo non etico perché - se la Mondadori berlusconiana gli offre il triplo della Rizzoli o della Feltrinelli - lui continua a pubblicare con Berlusconi, perché vuole vendere sempre più libri, "e se mi chiedessero 300 pagine in bianco, gliele darei".
Peccato che - per un uomo dei boschi senza maniche che si arricchisce - si arricchisce molto di più l'impero mediatico berlusconiano che è uno dei problemi gravi della nostra democrazia. Ma questo, al non etico Corona giustamente non interessa, come non gli interessa il fatto che ci sia una minoranza di autori che tiene duro a non pubblicare con Mondadori per ragioni di principio, anche se ci rimette col portafoglio.
Ma questo non rientra negli schemi del Grande Cinico di Erto, che annuncia la fine del mondo storto e predica le virtù dell'essenzialità riscoperta, ma intanto, nell'agonìa del mondo storto, contribuisce indirettamente al perdurare del consumismo telerincoglionitore che è in prima fila a denunciare.
Insomma, della serata caldonazzese resta un sapore agrodolce: l'uomo dei boschi senza maniche è fichissimo, brillante, profetico, ma ci prende anche tutti per il culo, riuscendo a farci applaudire come schiettamente e autocriticamente etica perfino la sua autodichiarazione di immoralità commerciale. Insomma: dispiace perché è uno autentico, uno del popolo che beve le birre anche con gli sconosciuti e si lascia generosamente toccare dai fan, ma nella sua vena apocalittica c'è qualcosa di storto. Che contribuisce all'ulteriore stortura del mondo.
Eh già è proprio così: «La Nitàlia l'è brodèga»
Sotto un tendone per ripararsi dalla pioggia battente, Cagol ha dato voce a capolavori indimenticabili come "La Nitàlia l'è brodèga" di Antonio Fogazzaro: "Andavo a piedi da Vezzano del Trentino a Castel Madruzzo, avendo per guida e portatore un omettino sui cinquant'anni, piccolino, bruttino, giallognolo, umile come un fraticello. Non aveva un bel nome ed era salutato per nome da quanti incontravamo. – Addio, Patata. – Bondì, Patata. – Com'ela, Patatina? – Èi doi i fiorini stavolta, Patata? " Un racconto che ha come protagonista l'umile Patata dunque, che con la sua semplicità riesce a cogliere la realtà forse meglio di tanti complicati intellettuali.
"L'Italia è sporca", come si traduce in italiano il titolo dell'opera di Fogazzaro è un tema attuale, anzi, a guardar bene attualissimo. Che cosa si può fare di fronte a tanta immondizia? niente dice Patata, per certe cose serve per forza l'intervento di Dio, e l'uomo non può far altro che soffiare su questi cumuli di sporcizia. Inutile far cadere governi o cambiare ministeri, per pulire l'Italia occorre agire sull'anima delle persone, altrimenti ogni sforzo è speso in vano.
Bello anche "il nostro secolo", in cui il protagonista racconta di aver incontrato il nostro secolo, appunto, ben quattro volte: "La prima volta fu sulla terrazza dello Stabilimento di Lido, a Venezia, tre anni sono. Egli sedeva tutto grigio fra due scarpini gialli e una cravatta rossa, presso l'entrata del caffè, al tavolino di destra. Era certo più giovanilmente elegante che non convenisse alla sua vecchiaia; ridicolo, però, non era."
Il nostro secolo dice Fogazzaro è un uomo democratico, non crede in Dio, fa la doccia ogni giorno ma ha l'anima che puzza di tutte le porcherie.
Ha concludere l'esibizione è stato invece il testo "Suonatina per orsi", una riflessione moralista sui pregiudizi: "La più misteriosa, forse, fra le radici più oscure de' miei sentimenti, è una sottile, profonda radice di simpatia per mastro Bruno, l'onesto mangiatore di miele. Io mi sono sempre sentita viva questa radichetta nella parte inferiore del cuore, piuttosto a sinistra che a destra, prima ancora di accorgermi che spuntavano da quella stessa parte i miei sentimenti poetici e le mie idee evoluzioniste."
Tutto questo intervallato dalle voci soavi del Coro La Tor di Caldonazzo, che hanno regalato all'esibizione un tocco di delicatezza, e a mio parere anche di nostalgia per un mondo semplice e pulito che ormai, in questa "talia brodèga" sembra essere davvero troppo lontano.
Giancarlo Narciso e Tersite Rossi: lo scrittore e la critica sociale
Mattia Maistri, una delle due metà di Tersite Rossi, avverte il rischio che «con l'eBook anche il libro possa diventare un prodotto usa e getta, con un rischio zapping televisivo che svilirebbe il prodotto». Narciso rilancia l'eBook sostenendo che «un libro ha una vita di scaffale di 6 mesi, con l'eBook si allungherebbe la vita».
Nel futuro letterario di Narciso c'è un libro divertente sull'orso assassino in Trentino, mentre con «Other side», libro di mezzo tra «Solo fango» e la nuova creazione, «sono tornato ad essere quello che sono, uno scrittore di «intrattenimento commerciale»».
Tersite Rossi sta invece preparando un giallo fantapolitico, «un monito - ricorda Marco Niro - per andare al di là dei facili entusiasmi e guardare con più attenzione a ciò che si muove sottotraccia».
Tornando a «Solo fango» Narciso espone la sua filosofia. «Non sono contrario all'autonomia trentina, ma critico sul volume di denaro che circola. Sono convinto che dove ci sono molti soldi pubblici cresce anche la possibilità di corruzione. Mi sono accorto che il potere in Trentino è molto forte, con una parte della provincia che viene tagliata fuori. Troppi soldi fanno danni, si spende per costruire opere inutili, come lo sono ad esempio molti capannoni fra Arco e Riva».
Sull'idea che in futuro possa esserci una legge provinciale sull'editoria, Narciso cita come esempio quello del cinema italiano. «Quando si è avuta l'idea di finanziare il cinema, un'intera industria è stata spazzata via, Cinecittà non funziona più come un tempo. Il criterio rischia di passare dal merito alla capacità di creare pubbliche relazioni».
Il noir civile ha un impatto sulla realtà sociale e politica? L'incidenza è dello «zero virgola», sia secondo Narciso che per Tersite Rossi. Marco Niro cita il caso di «Gomorra, più unico che raro. Si può invece incidere sull'approccio verso il reale, sul come porre domande, sull'aspetto di critica del sociale».
Infine una domanda del pubblico relativa alla situazione dei giovani di oggi: rappresentati politicamente, mammoni o la peggiore Italia come dice Brunetta? «La nostra è una società individualizzata - risponde Niro - ma l'affermazione del sì ai referendum, mostra come ci sia possibilità ancora di movimenti che fanno rete fra loro».
Leggete ad alta voce con i vostri bambini
E' proprio in queste giornate primaverili che dopo una staffetta passata per altre biblioteche del Trentino," Nati per Leggere " giunge a Caldonazzo.
L'iniziativa nasce dallo stimolo dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB), l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) e il centro per la salute del Bambino (CSB) per sensibilizzare i genitori ad accrescere il desiderio di imparare a leggere dei propri bambini e stimolarli alla pratica della lettura.
Un'attività sensibilizzazione non solo per trasmettere l'amore alla lettura, ma anche per contornare l'educazione dei propri piccoli con delle attenzioni psico pedagogiche non indifferenti: tra cui il rafforzo del legame affettivo, la rassiurazione e l'accrescimento dei tempi di attenzione.
Nati per leggere si sviluppa come una vera e propria mostra. Un piccolo museo di libri bambini al quale i genitori possono interagire con un'interessante bibliografia dell'evento. Una serie di Cartoline Illustrate che articolano il perscorso dell'iniziativa e suddividono i libri per livelli di difficoltà e di età. Le favolose scenografie create Nora Veneri restituiscono un clima da fiaba a grandi e piccini. L'intrattenimento è assicurato.
La mostra è molto ben organizzata e sembra suggerire al genitore: "niente paura, non è difficile, ci sono libri per tutte le esigenze". Il progetto prende così per mano grandi e piccini sussurando di crescere insieme, di assaporare questi momenti.
Una considerazione personale: andateci con i vostri bambini, non aspettate che li porti la maestra. Leggere ad alta voce è un gesto di amore famigliare.
Trentinobookfestival (-18): un festival in modalità wireless
La connessione è gratuita, è necessario esclusivamente loggarsi con le stesse credenziali che si utilizzano nella Rete Luna di Futur3, quella per esempio che si ha a disposizione nel centro storico di Trento o in altre località trentine.
Quindi portate i vostri netbook, laptop, dispositivi mobili con connessione wireless e collegatevi anche a LaValsugana.it!
TrentinoBookFestival (-24), il meglio del festival in 1333 caratteri
Tornerà in Trentino Mauro Corona, per presentare sabato 18 alle 20 in piazza Municipio il suo «Tutto in malora».
Ospite internazionale domenica 19 alle 11 all'ex Caseificio di via Stazione Kurdo Baksi, con la biografia de «Il mio amico Stieg Larsson». Appuntamenti festivi anche per il noir civile di Tersite Rossi e Giancarlo Narciso (ore 17 caffè Blu via Stazione) e Carmine Abate (ore 20 ex Caseificio) con «Vivere per addizione nelle Terre d'andata».
Non solo libri, ma anche musica e teatro tra i 22 appuntamenti del festival.
Venerdì 17 alle 21.30 in piazza Municipio l'omaggio a Fernanda Pivano «Dormono tutti sulla collina», nella «Corte celeste» sabato 18 alle 19 in Corte celeste Achille Dallabona e Valentina Moser con «Vivaldi: letteratura da ascoltare» ed alle 21.30 «Il cuoco di Mozart - omaggio a Lorenzo Da Ponte». Domenica 19 Mario Cagol con il Coro La Tor di Caldonazzo leggerà «La nitalia l'è brodega» di Antonio Fogazzaro, Andrea Castelli con la Banda di Caldonazzo alle 21.30 invece leggerà i racconti dal suo «Scusi, il teatro?».
Nella biblioteca di Caldonazzo appuntamento invece con il Tbf Junior, libri per l'infanzia.
TrentinoBookFestival (-30), conferenza stampa 9 giugno ore 11 Palazzo della Provincia
Trenta giorni dal Festival e le locandine inizieranno ad andare a Pergine, Bolzano, Rovereto, in Veneto e nelle biblioteche trentine. Alla riunione di ieri nella casa Boghi di Caldonazzo, accompagnati in sottofondo dalle note degli allievi della Civica musicale, si è presentato, a proposito di musica, Pierluigi Murgia, vicepresidente dell'associazione Movin'Sounds. Il sodalizio, che conta 120 iscritti ed ha sede all'Appm di Levico, si è proposto per fare da sottofondo musicale agli incontri. Saranno le loro note quindi a fare da sottofondo al Tbf.
Sono già state stampate un centinaio di magliette e dei manifesti fitti fitti di nomi, da Mauro Corona a Isabella Bossi Fedrigotti, da Kurdo Baksi a Carmine Abate, programma completo lo trovate sul sito ufficiale del TrentinoBookFestival.
Le mostre nella Casa Boghi, dove trova sede anche la biblioteca, avranno orario 10-22.
Infine, ultima buona notizia, la manifestazione ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura, del buon veneto guascone Giancarlo Galan. Concorrenza culturale al di là della Vigolana. Dal 17 al 19 giugno a Rovereto ci sarà il Festival Futuro Presente, Laboratorio permanente sui linguaggi contemporanei. In entrambi si parla di comunicazione, speriamo che molti dopo una giornata nella città più futurista della provincia, salgano al lago.
TrentinoBookFestival, cominciamo a sfogliarlo, siamo a pagina -57
Dal 17 al 19 giugno si festeggerà nelle vie del centro di Caldonazzo. La festa di chi ama leggere, per sé e per gli altri; di tutti coloro che, fortunatamente, sono affetti da quella grave malattia invalidante che si chiama "Lettura". L'idea su cui si regge il Trentino Book Festival è molto semplice.
Tre giorni – due e mezzo – da trascorrere immersi in un'atmosfera nuova: qualcosa che sta a metà tra la gioia sfrenata e la più profonda meditazione. E poi c'è qualcos'altro. Trentino Book Festival ha messo assieme scrittori, giornalisti, cantanti, attori e attrici, musicisti, editori, food stylist, storici e alcune associazioni pensando alla propria indipendenza.
Per quanto possibile, infatti, questa kermesse letteraria vorrebbe, sin dall'edizione "numero zero", rimanere lontana dal clamore e dal vuoto di certi eventi strombazzati.
Anche per questo sarà lavalsugana.it a seguire la tre giorni del TrentinoBookFestival sul piano della comunicazione, segnando le tappe di avvicinamento al festival in forma diretta. Come diretta ed orizzontale è la rete Internet.
Noi organizzatori, poi, vorremmo che chi prenderà parte all'incontro con l'autore o allo spettacolo dedicato al grande autore non si senta in questo modo assolto dal dovere di leggere i libri di cui si è parlato.
La letteratura è la madre di tutte le culture e, come tutte le madri, va amata e rispettata. Rivalutiamo perciò – anche grazie al Festival – la gioia della lettura che è scoperta, emozione, ma è anche fatica.
I nomi che verranno a Caldonazzo, a godere dello spettacolo naturale del lago e di tutto l'ambiente circostante (Pino mi sembri quasi dannunziano, ndMattia), sono quelli di personaggi famosi e di altri meno noti, ma non per questo meno importanti.
Si va da Mauro Corona alla scrittrice e firma del Corriere della Sera, Isabella Bossi Fedrigotti. Dal romanziere Carmine Abate all'editore Roberto Keller, lo scopritore del premio Nobel Herta Müller.
Ma abbiamo anche Kurdo Baksi che direttamente da Stoccolma viene a parlarci del suo migliore amico: Stieg Larsson.
Siamo convinti che un senso lo si può trovare solo se si ha ben chiaro in mente il messaggio che tanti incontri, tanti spettacoli, tante persone possono trasmettere.
Ebbene, il messaggio di quest'anno è: "Le nostre vite sono fatte di storie". Le nostre storie. Storie che nessun ci può rubare o chiedere a prestito e che solo i libri possono aiutarci a salvaguardare. Libri di carta con tante pagine profumate di cellulosa, una copertina in cartone e una bella rilegatura a trentaduesimi. Questo è l'unico libro che conosciamo.
Anche se non siamo dei nostalgici della carta e ci guardiamo lavalsugana.it anche su un telefono o su una tavoletta galattica o «padellone» (cosa non bisogna fare per evitare le markette...) e magari leggiamo un qualche eBook di un autore che non ha avuto i soldi o la voglia di stampare i propri pensieri.
Ci auguriamo, infine, che leggendo il programma chiunque possa trovare uno spunto di riflessione o di divertimento.
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