È toccato in primis all'opera teatrale, scritta e diretta da Marzia Todero con la collaborazione musicale e tecnica del maestro Ludovico Conci, dal titolo significativo e convincente "Era Primavera ", quattro rappresentazioni per le scuole interessate e una serale per il pubblico adulto e dei genitori. Circa un'ora intensa e vissuta quella di "Era Primavera", due generazioni di genitori e figli a confronto e che passano in rassegna gli ultimi giorni di convivenza con i tedeschi verso la fine della seconda guerra mondiale. Episodi di vita vissuta, appuntamenti giornalieri con i bombardamenti, con le retate dei tedeschi, con tutta la vita che scorreva all'ombra della tragicità giornaliera di quei giorni terribili. Una recita riuscita nel migliore dei modi, grazie anche alla regia spigliata e decisa della bravissima Marzia Todero, che ha avuto un contorno di giovani attori (tutti delle scuole medie lavisane), trà i quali sicuramente la maggior parte promettenti e veramente disinvolti nelle loro parti impegnative. Da Daniel, Camilla, Hiba, Martina nella parte di una regista di guerra, poi ancora Ekram, Safia, Alessandro, Veronica, Graziano, Erika la lettrice che tiene unita l'intera storia narrata, poi Nicole, Valerio, Matilde, Niko il tedesco, tutti bravi indistintamente. Significativa la musica di sottofondo, i video originali di retate, gli sfollati, le dimissioni di Mussolini, le sirene e i bombardamenti, l'armistizio dell8 settembre 43, la ritirata dei tedeschi, i festeggiamenti finali con il tripudio popolare e la canzone di "Bella Ciao". Applausi ai bravi attori e alla regista anche a scena aperta, sicuramente "Era Primavera" resterà nel cuore di tutti quanti lo hanno potuto gustare,meditare e quindi apprezzare al massimo . Altra serata poi , altrettanto seguita e condivisa è stata quella presentata dalle insegnanti della scuola media lavisana, Roberta Marchi e Alessandra Corradi, dal titolo altrettanto importante "Note di Memoria" e presentata sempre all'Auditorium Comunale di via Filzi. Sicuramente è stata tanta la carne al fuoco, anche perchè il contorno al recital di commenti e poesie degli alunni delle terze C-E è stato supportato dall'Orchestra dell'Istituto Comprensivo di Lavis diretta da Marco Bazzoli e anche dal Coro "Monte Iron" di Ragoli diretto da Oscar Grassi. Un percorso, quello di "Note di Memoria", nel quale sono state scelte alcune figure più o meno famose, vissute in Trentino a partire dalla fine dell'800 fino ad arrivare ai giorni nostri. Si sono visti e rivisti gli emigrati trentini in cerca di lavoro per il mondo, Alcide Degasperi, don Celestino Brigà dal 1927 fino al 1960 arciprete di Lavis, poi i profughi trentini in Austria, i lavisani che si riparavano nel rifugio scavato nella roccia in cima al Pristol. Una carrellata particolarmente interessante e cronologica che ha toccato Il Trentino asburgico, da Pieve Tesino la famiglia e l'infanzia di Alcide Degasperi e anche di emigrazione.
Poi il Trentino durante la prima guerra mondiale,Lavis durante la seconda guerra mondiale e quindi gran finale verso l'Unione Europea.
Bravi i giovani lettori al microfono, da Serena, Giulia, Martina, Loris, Veronica, Nicola, Simone, Arona, Alex, Mouhamed, Daniela, Enrico, Margherita, Lara, Ilaria, Sharon, Samuele, Jessica, Pietro, Samuel, Massimo, Chiara, Alexia, Agnese, Giulia, Astou, tutti impegnati e coinvolti al punto giusto nella narrazione, scorrevole e sinteticamente calibrata e perfetta. Il fotomontaggio riassuntivo con le immagini di tutto il percorso e tappe dell'Unione Europea è stato realizzato dalla passione e competenza dei due alunni Bojan e Francesco, sicuramente futuri provetti tecnici di computer. Una citazione merita senz'altro la prestazione del Coro di Ragoli che ha eseguito, trà l'altro, le significative canzoni di "Benia Calastoria", naturalmente "L'inno al Trentino", "Era una notte che pioveva", "Monte Pasubio", "Sui monti Scarpazi", "Monte Canino", "Ai preat", "Il Golico","Joska la rossa" e l'immancabile "La Madonina" di Moser & Varner. Brava anche l'orchestra dell'Istituto Comprensivo che col flauto ha accompagnato l'inno di "Va pensiero", poi "Inno alla gioia" e altri pezzi col flauto dolce, anche in contemporanea insieme al coro Monte Iron.
Ringraziamenti finali a tutti gli esecutori, direttori e insegnanti registe compresi, tocco finale indovinato con la poesia "Verrà un giorno" di Jorge Carrera Andrade letta in uno struggente sottofondo: " verrà un giorno più puro degli altri: / scoppierà la pace sulla terra / come un sole di cristallo. Un fulgore nuovo / avvolgerà le cose. / Gli uomini canteranno nelle strade / liberi ormai dalla morte mentoniera. / Il frumento crescerà sui resti / delle armi distrutte / e nessuno verserà / il sangue del fratello. / Il mondo sarà allora delle fonti / e delle spighe che imporranno il loro impero / d'abbondanza e freschezza senza frontiere " . . .
































































