Il Palavis, inaugurato esattamente il 5 luglio del 1998, era stato circondato in tutta la via Garibaldi e per un angolo di via Orti, da ben 29 grandi fioriere in cemento, contenenti ognuna una pianta di "Prunus Cerasifera Pissardi" con alla base una pianta di "Cotoneaster" cascante. Le piante, in tutti questi anni trascorsi, avevano fatto la loro bella figura, specialmente in primavera con la fioritura tutta in rosa, apprezzata e gustata da tutti. Con il passare inesorabile del tempo, dei soliti vandali e anche dell'incuria naturale, le piante si sono diradate, diverse sono morte, altre hanno vivacchiato più striminzite che mai fino ai nostri giorni.
E la Giunta Comunale ha quindi valutato seriamente il problema, decidendone poi la sostituzione in toto di tutti gli apprestamenti floreali dell'intera zona che gravita intorno al Palavis. È entrato subito in azione il Cantiere Comunale per liberare i contenitori in cemento dalle vecchie piante sopravissute e insieme all'Impresa "Trentino Garden Sas" sono state messe a dimora ben 87 piante di nuovi Oleandri, in botanica la pianta è chiamata "Nerium Oleander", che deriva dal greco "neròn" (acqua), pianta quindi acquatica che spesso si trova appunto lungo i fiumi ed i torrenti. Bella senz'altro la scena dei nuovi fiori che si è presentata a lavori conclusi a tutti i cittadini e la parata che queste nuove piante propongono anche all'occhio meno insensibile. Le frasi a questo punto non si sono certamente sprecate: "l'oleandro o l'armonia dell'universo, una parata di cespugli di oleandri con i loro fiori rosa, rossi e bianchi dal profumo inebriante", anche a Lavis è quindi arrivata l'estate mediterranea con gli oleandri. Da non dimenticare poi che anche il poeta d'Annunzio ispirò l'oleandro e tutte le sue forme nella omonima poesia di "Alcyone".
Questa operazione floreale in grande stile voluta e decisa dalla Giunta Comunale lavisana e coordinata dalla regia del geometra Vittorio Ugolini dell'UTC, non si fermerà sicuramente qui. Per il viale del Palavis sono stati spesi 7.000 euro di oleandri, altra piantumazione in programma sarà poi quella in via Orti (8.000 euro) praticamente davanti agli edifici della Casa di Riposo "Giovanni Endrizzi". Saranno messe a dimora ben 15 piante di "Tilia americana RedMond", nome comune "American linden", al posto dei vecchi "Aceri platanoidi" di indimenticata memoria, quelli praticamente lungo tutta la "rosta" dell'Avisio.E in questa operazione di rinnovo floreale, il Comune ha sempre dato il buon esempio anche nel programma annuale di "Lavis Fiorita", però entra giocoforza anche il comune cittadino con i suoi pareri e i suoi commenti variegati. Chi scrive stava fotografando appunto i nuovi oleandri e il primo incontro è con una simpatica signora che passeggia con il suo mini-cagnolino: «Bella questa idea degli oleandri che mi fa tanto di panorama alla "Miami Beach", comunque anche se non siamo in Florida la cosa è bella ed apprezzata veramente, bravi gli amministratori pubblici. Ma scusi, l'idea è stata del sindaco oppure esiste un assessore con competenze floreali in Giunta?».
Altro giro con uno spiritoso giovanissimo della "terza età" che esordisce così: «Tutto bene quando si fanno cose belle e novità sulle strade, però ci vorrebbe più attenzione ai padroni dei cani per i soliti "regali" che si trovano abbandonati in mezzo ai fiori, anche le mamme sedute a chiacchierare tra il verde del Palazzetto, perchè non si curano dei loro ragazzini che strappano, rovinano e devastano le aiuole e i fiori qui intorno?». Terzo passaggio con un signore "impegnato" anche politicamente ma che come chiacchiericcio supera i precedenti: «Ci sono sicuramente cose ben più importanti degli oleandri a Lavis, stupisce che si facciano questi lavori di facciata anche in mancanza di elezioni in vista, la cosa è strana perchè con i fiori si può dire tutto ma anche niente, d'accordo lavorano i fiorai ma sono soldi buttati e attenti poi anche ai furti di piante...».
A parte le varie interpretazioni del popolo, tutte giuste e democratiche, nella maggioranza dei casi il nuovo "viale degli oleandri" è piaciuto e piace ai più. Non ci resta che chiudere con il poeta d'Annunzio che ricorda così gli oleandri nel poemetto del 1931 dedicato appunto al "Sodalizio dell'Oleandro" di Roma: "Erigone, Aretusa, Berenice, / quale di voi accompagnò la notte / d'estate con più dolce melodia / trà gli oleandri lungo il bianco mare?". Forse anche a Lavis, tra le svariate associazioni, ci starebbe bene quella appunto del "Sodalizio dell'Oleandro", tanto, una più o una meno, avanti c'è posto...!
































































