Ad Augsburg si fa festa dal 29 giugno all'11 luglio, http://ulrichswoche.de/2012/.
Grande festa per tutti quindi e al termine degli obblighi religiosi veniva distribuito ai fedeli anche il pane e il vino di Sant'Udalrico, ai ragazzini i biscotti cosidetti "brutti e boni" insieme alla limonata "gazosa" fatta in casa e tenuta al fresco nelle cantine. Durante le processioni del XVIII secolo veniva portato il grande gonfalone realizzato dalla pittrice Zambaiti (Spaventa) di Trento, raffigurante l'effige di Sant'Udalrico (Lavis), San Vigilio (Trento), San Nicolò patrono dei zatterieri. Sull'altra facciata del gonfalone c'era San Valentino, San Floriano (protettore contro gli incendi) e San Giovanni Nepomuceno (protettore contro le alluvioni). Nell'occasione dell'elevazione a parrocchia della chiesa di Sant'Udalrico nel 1833, la comunità lavisana donò alla chiesa madre di Verla di Giovo un gonfalone di Damasco con dipinta la Vergine Assunta in cielo e sull'altra facciata il Vescovo Udalrico Patrono della chiesa di Lavis.
Tanti anni sono passati e tante pagine di calendario sono state girate e rigirate fino ai nostri giorni. Il Patrono di Lavis, nel corso delle due guerre mondiali, è stato dimenticato e così pure la sua festa è andata in disuso, quasi a scomparire del tutto. Veniva ricordato solamente nella celebrazione ufficiale del 4 luglio di ogni anno, la processione era invece scomparsa definitivamente dai calendari parrocchiali e così pure il grande gonfalone che non si vide più in giro. Le Feste di S.Udalrico ricomparvero poi negli anni 70 grazie all'iniziativa dell'allora nascente Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis e per merito di una ricerca storica effettuata a cura del poeta-scrittore-compositore Italo Varner. Si effettuavano addirittura quattro/cinque giornate di festa, coinvolgendo l'intero Parco Urbano di via dei Colli con concerti, manifestazioni, giochi e sorprese per tutti.

Altra pausa naturale e ripresa a rilento delle manifestazioni Udalriciane, questo grazie anche al millenario di canonizzazione del santo, nel 1993 ad Augusta, presente la delegazione lavisana al gran completo con autorità civili e religiose di allora. Di quella manifestazione è rimasta l'icona di Sant'Udalrico del pittore Fabio Nones, esposta in sacrestia, mentre è anche custodito un prezioso reliquario del XVIII secolo con le reliquie del Santo Patrono, dono dell'allora prevosto del Monastero Agostiniano di San Michele all'Adige. Su Sant'Udalrico esiste anche una leggenda/realtà, la quale assicura che il futuro Patrono dei lavisani sia morto proprio a Lavis nell'anno 973 d.C. e che le sue viscere siano state depositate nei sotterranei della prima cappella costruita vicino al Pristol.
E arriviamo quindi alla domenica 1°luglio 2012 con la giornata dedicata al Santo Patrono, iniziata con la processione dalla chiesetta della Madonna Nera di Loreto con l'effige di Sant'Udalrico, portata dalla Compagnia Schützen di Lavis direttamente in chiesa arcipretale. Tra le navate ingombre di ponteggi e impalcature per i grossi lavori in corso, l'arciprete don Vittorio Zanotelli ha celebrato la commemorazione del Patrono, accompagnato dal Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis diretto da Renzo Eccel e dalla Corale S. Cecilia diretta da Renzo Moser. La possente figura del Vescovo Udalrico (san Dòrich per i lavisani di un tempo) è stata poi ricordata da don Vittorio nella sua omelia , insieme alle sue opere più significative raffigurate artisticamente anche all'interno della chiesa di Lavis che lo volle "Sanctus Udalricus Protector Publici Avisii".
Dopo la celebrazione, nelle immediate adiacenze dell' antico Leon d'Oro si sono schierate le compagnie Schützen di Lavis, Vezzano e Mezzocorona con i comandanti Bruno Damaggio e Dino Cerato che hanno eseguito una salva in onore del Patrono di Lavis. La novità di quest'anno, se così si può dire, è stata quella lanciata dall'Associazione Culturale Lavisana in collaborazione con il giovane pasticcere lavisano Luca Andreolli, il quale ha creato e realizzato il "Pésat de San Dòrich" appositamente per la festa di Sant'Udalrico. Un dolce creato a forma di pesce e del quale abbiamo già scritto su queste pagine in occasione della sua presentazione ufficiale alla stampa e alle autorità. Sentendo sia gli organizzatori dell'Associazione Culturale che il figlio del "Silvano pastina" dell'omonima pasticceria, il nuovo dolce ha fatto centro ed è stato accolto dai consensi dei buongustai e dagli estimatori tutti, sia del Santo Patrono ma anche delle belle e antiche usanze popolari che ritornano in auge, sperando che vi rimangano per tanto tempo e non solo per la Festa di luglio...
































































