Lavis: Trento-Malè interrata e nuova stazione
Un intervento importante per la borgata, che sarà coinvolta in un'ampia «riqualifica urbanistica», come si legge nella relazione tecnica che accompagna il progetto. Oltre alla nuova stazione, sarà infatti realizzata anche una rotatoria in corrispondenza dell'incrocio con via Paganella, con cinque rami che permetteranno al traffico di dirigersi verso la cantina sociale, il centro di Lavis, Zambana, la zona industriale o Trento. Saranno di fatto eliminati i passaggi a livello, che ora si trovano all'ingresso della cantina sociale, di via Paganella e di via Zandonai.
La nuova stazione sarà individuata nei pressi del cimitero (come già previsto dal Piano Regolatore comunale dal 2001). La parte sotterranea sarà di servizio alla ferrovia, mentre quella superiore per autobus e corriere (con la pensilina – lunga circa 90 metri – che partirà dall'imbocco sud del sottopassaggio di fronte alla farmacia di via Segantini). La nuova stazione sarà quindi una vera e propria “area per la mobilità”, in cui transiteranno anche l'autobus 17 e le corriere provenienti dal val di Cembra; ma non mancherà anche un parcheggio, con 100 posti per le autovetture, 61 per le biciclette, 21 per i motocicli, 6 per gli autobus. All'interno della stazione dei locali saranno a disposizione anche per un bar-ristorante ed una tabaccheria, destinati non solo ai viaggiatori, ma anche agli abitanti della zona.
Nei punti in cui i binari diverranno sotterranei, sarà invece realizzata una passeggiata ciclo-pedonale, con aree verdi, panchine ed alberi ad alto fusto. Anche nella nuova stazione saranno individuate delle aree verdi.
Lavis. Chiesa di S. Udalrico, lo stato dei lavori
L'architetto Giorgia Gentilini, che dirige i lavori, ha così potuto illustrare alla cittadinanza lo stato di avanzamento del restauro. «I lavori all'esterno della Chiesa – ha spiegato – sono iniziati alla fine del 2010. Per quanto riguardi gli interni, si è intervenuti su un primo lotto a partire dal gennaio 2011, con conclusione nel dicembre». Dalla settimana scorsa sono quindi iniziati i lavori al secondo lotto, che riguardano la navata centrale.
L'occasione del restauro è stata colta anche per un lavoro di ricerca storico-archeologica, sotto la guida attenta della Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici. Una serie di sondaggi sulle murature hanno permesso di individuare tracce di chiese pre-esistenti all'attuale (la cui struttura risale al 1777). In particolare, sono stati trovati elementi in arenaria che risalgono all'inizio del Quattrocento. La scoperta più importante è stata però un quadrante seicentesco, rinvenuto al di sotto dell'orologio dell'Ottocento, sul campanile. «Quando abbiamo iniziato i lavori sul campanile – ha spiegato la restauratrice Sara Metaldi – non sospettavamo di poter fare una scoperta così importante, anche perché nelle fonti storiche che avevamo consultato non ve n'era alcuna menzione. Al momento del restauro, abbiamo individuato uno schiacciamento della malta, che ci ha fatto sospettare la presenza di un quadrante pre-esistente». L'orologio dell'Ottocento è quindi stato tolto, e sarà rimontato sul lato del campanile che guarda il Pristol. Il quadrante seicentesco, realizzato con pittura alla calce, è stato quindi pulito e restaurato, ed è già visibile sul campanile. Curioso che il manufatto, pressoché inalterato dopo quattro secoli, abbia subito i danni maggiori a causa di un piccione, schiantatosi sul quadrante, e la cui decomposizione ha portato al rilascio di acido nitrico che ha causato un'alterazione cromatica delle decorazioni.
Scoperte importanti anche all'interno della chiesa. È stata infatti individuata la scritta «Bianchi da Brieno, 1777», che fa pensare che gli stucchi siano opera degli stuccatori lombardi. Il restauratore Carlo Emer ha invece illustrato la scoperta, nella volta minore (a ovest della navata laterale sud), di un dipinto al di sotto di quello visibile. La Soprintendenza ha quindi deciso di recuperare la decorazione più antica. Scelta diversa, invece, nella volta minore ovest della navata nord, dove le indagini hanno individuato un altro dipinto coperto. In questo caso, però, si è deciso di mantenere l'affresco più recente.
Lavis: alla scuola materna una nuova copertura del camminamento esterno
La struttura, ancorata alla muratura già esistente, sarà lunga quasi ventisette metri, larga quattro, con un'altezza massima di quasi tre metri. La struttura portante sarà in legno mordentato, con pannelli di plexigass trasparente a realizzare la copertura. Nella parte sottostante sarà inserita una tenda ombreggiante, scorrevole su binari metallici, che permetterà, nel periodo estivo, di fare ombra anche sulla mensa.
L'amministrazione ha quindi chiesto di realizzare alcuni accorgimenti architettonici, che permetteranno di far crescere delle piante rampicanti nell'apposita fioriera. Con gli imprevisti e le spese tecniche, il costo dei lavori dovrebbe superare i 21.000 €, considerando che la ditta Tecnotetto ha quantificato in 16.670 € netti il costo della realizzazione della struttura (pari al ribasso del 5% sulla base d'asta).
Lavis: chiesa di S. Udalrico, un grande cantiere pieno di sorprese
E sono anche iniziate le scoperte e le sorprese, come quella durante i lavori di restauro sull'affresco della volta minore, a ovest della navata laterale sud. Come ci ha illustrato l'architetto Gentilini, i sondaggi stratigrafici effettuati hanno portato alla luce un precedente affresco sotto il dipinto del pittore Aldi e naturalmente dopo l'opportuna autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici, si è proceduto allo scoprimento della decorazione pittorica sottostante. Altra situazione analoga e quindi altra sorpresa è scaturita sotto la volta minore ovest della navata nord, anche qui è riapparso un sottostante affresco sotto il dipinto ufficiale ma, dopo la documentazione e registrazione, non si è proceduto al recupero. Ancora sulla navata nord, ma sul bancale della finestra ovest della volta maggiore è stata trovata la scritta incisa nella malta "Bianchi da Brieno 1777", subito pulita e restaurata. Altre scritte sono apparse sull'arcata verso la navata centrale (1806) e anche sul davanzale della finestra nord (1901), probabilmente riferite a lavori di manutenzione nel tempo.

il dipinto apparso sotto l'esistente
Dalla PAT è poi arrivata l'autorizzazione per il progetto di restauro complessivo dei prospetti esterni e la sostituzione del manto di copertura e verso la fine di dicembre hanno preso il via anche i lavori del 1° lotto funzionale relativo agli interventi sul campanile. Altri contributi quindi arrivano per il cantiere, 40 mila euro dal Comune, dalla Cei con l'8 per mille e ancora dalla Provincia in conto capitale di oltre 729 mila euro. Una parte degli interventi ha interessato la copertura della cuspide, dei nuovi rivestimenti in rame e su una delle travi lignee rimosse è stata trovata un'incisione recante alcune lettere indecifrabili. Altri lavori quindi alla boccia dorata in cima al cipollone e la croce in cima al campanile, all'interno della boccia è stata rinvenuta una pergamena del 700 però illeggibile. L'operazione storica è stata ripetuta e all'interno della sfera restaurata è stata poi ricollocata una nuova pergamena, questo nel corso di una caratteristica cerimonia svoltasi proprio in cima al campanile, presenti le autorità locali e provinciali, con le maestranze delle varie imprese. Don Vittorio Zanotelli aveva quindi proceduto alla benedizione della croce ricollocata e alla posa della pergamena con le firme di tutti i presenti e la descrizione dei lavori.
Altri lavori poi e altre procedure nel programma di recupero sulle superfici esterne del campanile, oltre la pulitura anche consolidamento del cornicione e di tutti gli elementi lapidei. Altra sorpresa, c'era da aspettarselo, questa volta sotto il quadrante in lamiera dell'orologio dell'800 rimosso per sistemare le zone sottostanti. E' venuto alla luce un antico quadrante in affresco policromo, ancora in buone condizioni di conservazione realizzato nel 1600 durante la sopraelevazione del campanile. Dopo queste scoperte, altro progetto per il restauro dei due orologi e anche, già che ci siamo, delle campane in bronzo. Restauri autorizzati e quindi lavori avviati, già dallo scorso aprile il rinnovato quadrante affrescato è stato esposto con le nuove lancette all'ammirazione di tutti, quello in lamiera verrà poi ricollocato ma sul fronte nord del campanile. Altri lavori, che proseguono incalzanti sotto la guida esperta dell'architetto Gentilini, interessano le vetrate storiche e quindi il rifacimento dell'intero manto di copertura con il restauro conservativo delle facciate. Le vecchie tegole in cemento lasciano definitivamente il posto ai nuovi "coppi" antichizzati per l'occasione e così il nuovo tavolato rivestito con guaina che sostituisce le vecchie assi in legno consunte dal tempo.
Altra importante notizia, quella del finanziamento anche per il restauro dell'intera navata centrale e per l'area del presbiterio di tutte le decorazioni ad affresco. Dal prossimo 18 giugno quindi la chiesa di S. Udalrico resterà chiusa tutti i giorni feriali, appunto per i ponteggi ed i lavori nella navata centrale, ci saranno solamente le celebrazioni festive, per i restanti giorni saranno disponibili le chiesette di S. Giovanni Nepomuceno (Municipio) e quella della Casa di Riposo di via Orti. Ultimissime le notizie di questi giorni: sono riapparse ben 2 porte nel corso degli attuali lavori, una dietro all'altare della S.Famiglia che dava sul corridoio di uscita dalla sacrestia. Altra porta anche al piano superiore, quella che dava direttamente verso nord e il Vicolo del Pristol verso casa Depaoli. Si tratta sicuramente dell'entrata ufficiale alla sala sopra la sacrestia, indipendente dalla chiesa e quindi prima che venga realizzata l'attuale scala di accesso in legno. Altre scoperte e altre sorprese arriveranno sicuramente ancora, non resta che attendere il proseguo dei lavori.
Nel frattempo, per fare il punto della situazione, venerdì 22 giugno 2012 alle ore 20.30 si terrà la conferenza: il punto sul restauro della chiesa di Sant'Udalrico, al palazzo de Maffei di Lavis, con don Vittorio Zanotelli e l'architetto Giorgia Gentilini. Qui sotto la locandina.
Sant'Udalrico 2012
Lavis. Il bar al Parco Urbano aprirà la prossima estate?
«All'interno del bando – spiega l'assessore alle attività economiche Marco Perli – si specifica comunque che ci sono dei lavori in corso, e quindi i possibili disagi per l'eventuale gestione. Da parte dell'amministrazione c'è l'auspicio che possa aprire anche quest'estate». I lavori all'interno del parco dovrebbero concludersi solo per settembre.
Con l'anfiteatro occupato dal cantiere, sicuramente mancherà l'attrazione del cinema all'aperto, che tradizionalmente (sin dalla sua inaugurazione nel 1983) trovava spazio proprio nel parco urbano di via dei Colli. Le proiezioni quest'estate, a partire da giovedì 12 luglio e fino al 14 agosto, si terranno invece nel piazzale dell'oratorio in via Degasperi (vedi i due articoli di Giovanni Rossi: qui e qui).

il cantiere all'anfiteatro. (foto: D.Erler)
Per quanto riguarda il bar al parco, il bando si riferisce ad un periodo di quattro mesi, dal primo giugno al 30 settembre 2012. L'orario di apertura dovrà essere minimo di dieci ore dal 10 giugno al 15 settembre, minimo di sei ore nel resto del periodo. In ogni caso la chiusura dovrà avvenire entro le 23.30, con l'obbligo di cessare la musica almeno mezzora prima. Le offerte per il bando dovranno giungere in municipio entro le ore 12 del prossimo 21 maggio. Solo allora si saprà se il “Bar Parco Urbano” potrà aprire, o se rimarrà chiuso per la mancanza di gestori interessati.
Lavis. Primo maggio senza Parco Urbano
E dopo 28 anni il Parco Urbano lavisano è così rimasto solo ed abbandonato da tutti i suoi potenziali avventori e amici di sempre. Solo non proprio, in quanto è occupato da oltre un mese dal cantiere edile che predispone le strutture murarie e non, per la ormai famosa copertura con la tensostruttura tedesca. E siamo andati proprio questa mattina a visitare le "rovine" dell'anfiteatro che sembra, come si vede dall'interno, sia stato proprio bombardato e colpito in più punti da parecchie bombe... Scavi a non finire, buche enormi con le fauci spalancate, ferraglia sparsa in abbondanza dappertutto, mucchi di materiali, rottami di cemento, il tutto accompagnato dal caos in ordine sparso, tipico dei cantieri edili all'aperto. Si lavora alacremente per approntare - come ci ha riferito l'Ufficio Tecnico Comunale (UTC) e precisamente il geometra Franco Detassis - tutta la struttura in cemento, quella che circonda le gradinate per gli spettatori. Una sorta di "cordolo" cementato, sul quale verranno poi posati i supporti in acciaio che reggeranno la prevista tensostruttura che coprirà l'intero anfiteatro.
Sta crescendo anche la parete verso la strada e i campi da tennis, quella che praticamente sostituirà l'intera struttura gialla in tubi dalmine che fungeva da zona palcoscenico e spettacoli musicali. Al posto dei pannelli preesistenti, quelli che praticamente hanno ospitato per anni le pitture e le scritte di diversi artisti incompresi di tutta la zona, sorgerà così la "grande muraglia" che fungerà da paravento e da supporto per la zona fissa del palco, con due scalette ai lati e sulla quale verrà, molto probabilmente, posizionato anche lo schermo cinematografico. E dallo scavo verso la via Fontanelle del Pristol è riaffiorato, circa due metri più in basso, il vecchio e storico muro di cinta della antica "Strada Fonda", chiamata appunto così perchè era più bassa dell'attuale di circa due metri appunto. Per riempirla si era usato in primis tutto il primo materiale in porfido di risulta, quello proveniente dallo scavo - nel 1944 - del famoso rifugio antiaereo, a pochi passi dall'allora Strada Fonda, quella che iniziava dalla altrettanto famosa "Porta Rossa del Pristol" decantata anche in una poesia di Italo Varner.

I lavori proseguiranno da domani mercoledì, naturalmente tempo permettendo, sulla loro conclusione ufficiale ci sono le previsioni più disparate e contrastanti. I tecnici dicono che ci vorranno sicuramente oltre tre mesi per completare l'opera, tensostruttura e impianti tecnici compresi, più accondiscendenti i politici della Giunta Comunale che assicurano «i lavori si concluderanno sicuramente prima del previsto»! Vogliamo a questo punto sperare che per i primi giorni di settembre 2012 i lavori siano ultimati e conclusi positivamente. L'inaugurazione? Se tutto andrà bene, sicuramente in occasione della Festa Votiva dell'8 settembre, con una grande giornata e una altrettanto grande performance artistico-musicale-canora per tutta la popolazione lavisana.
Scendiamo dal Parco Urbano, abbandonato ma in compagnia di una pioggerellina non proprio fastidiosa che le fa da contorno autunnale e incontriamo alcuni abitanti della zona che subito ci chiedono del 1°Maggio senza Parco Urbano e senza l'apertura dell'annesso Bar. «E' il primo anno, ci dice qualcuno che abita vicino, che passeremo una giornata in pace e senza quella musica "infernale" degli anni scorsi». Incalza qualcun altro: «Meglio i primi anni che vi erano mostre, giochi e altri passatempi in occasione della Festa dei lavoratori, la musica era ridotta solo al primo pomeriggio, ma era certo tutt'altra musica quella di allora»... Un altro amico ricorda la Festa del PSI, anch'essa fatta il 1°Maggio di circa una ventina d'anni fa: «Erano stati distribuiti a tutti i garofani rossi, belli ma non profumati, erano sicuramente di serra, anche perchè non sono durati poi tanto...».
E sulla copertura dell'anfiteatro?, altra obiezione raccolta: «Con la crisi sono andati incontro ad una spesa così grande, ne valeva la pena?, chi pagherà poi tutto il conto? Sicuramente ha promesso il suo sostegno anche il buon Franco Panizza, ma ora che è diventato anche segretario politico del PATT speriamo che si ricordi di Lavis e delle promesse che aveva fatto proprio nel corso di una serata con pioggia all'anfiteatro...!».
Questo è dunque il 1° Maggio 2012, senza la struttura del Parco Urbano e senza il suo Bar annesso, un 1° Maggio non certo come quelli passati, ci rimane solo la pioggia a farci compagnia e poi, anche perchè a Lavis - crisi o non crisi - piove sempre sul bagnato...
Lavis. Si scava al Parco Urbano

































































