Lavis. Gli indimenticabili fratelli Varner: due meteore nostrane
Oggi si parla e si sparla tanto, spalancando la bocca più del consentito, di "Volontariato Attivo", sia di quello a livello civile, parrocchiale e anche oratoriano. Sembra quasi che questa strana "vocazione" sia stata inventata in questi ultimi tempi e, invece, non è proprio così, anzi, i volontari - quelli veramente DOC, quindi i più veri e genuini del termine - ci sono sempre stati a Lavis, specialmente nei tempi passati.
Lo scorrere inesorabile del tempo e del calendario, ci porta quindi alla riscoperta dei ricordi di un tempo, quando l'Oratorio (chiamato più familiarmente Ricreatorio) era considerato da tutti, grandi e piccini, come la seconda ed insostituibile casa, sempre aperto e frequentato in ogni ora della giornata, con qualsiasi tempo ed in ogni stagione dell'anno. Non c'erano sicuramente le chiusure anticipate come in un ufficio, non esisteva la giornata di chiusura (solamente i barbieri chiudevano e chiudono bottega ogni lunedì), le porte e i cancelli erano quindi sempre aperti ad ogni istanza e ad ogni necessità della comunità.
Diverse però anche le figure carismatiche che si sono susseguite in quest'ultimo tre quarti di secolo, tutti veri pionieri e collaboratori instancabili che affiancavano nelle molteplici orgaanizzazioni locali i vari cappellani di quei tempi indimenticabili ai più. E nel ricordo di molti ex ragazzi e giovani di allora, sono rimasti ancora indelebili i due fratelli Varner, Giuseppe (1927-1990) e Italo (1922-1992), che si possono benissimo annoverare tra le preziose meteore che hanno transitato e illuminato di luce propria la Lavis del passato. Due figure di lavisani, ormai scomparsi da tempo, ma indimenticati nella maggior parte dei lavisani nativi Doc, quelli veri e carichi di memoria storica e affettiva locale.
Per Italo (Italaz per gli amici) e Giuseppe (Beppino) quindi, non solo commedie, poesie, arte e pittura nel loro variegato curriculum più conosciuto, ma sicuramente determinante il periodo della loro giovinezza, dedicata per la maggior parte alle attività oratoriane e parrocchiali in genere. «Gli anni più belli? - avevano confermato all'unissono in più occasioni - senza dubbio quelli trascorsi all'Oratorio e con la Filodrammatica "La Vetta"!» Un periodo fecondo per Italo, che sin dagli anni 40 tra gli altri incarichi portava avanti anche quello di incaricato allo sport della Sottofederazione Giovanile di Azione Cattolica, il fratello Giuseppe invece ne era il segretario. Poi nel 1942 ancora Italo che viene nominato presidente degli "Juniores", mentre Giuseppe è nominato capo della Sezione "Aspiranti". Sempre all'Oratorio quindi, nelle ore libere e quasi tutte le sere per organizzare, predisporre, lanciare iniziative giovanili a tutti i livelli. Italo intanto, inizia la carriera di commediografo che parte proprio dall'Oratorio con i primi atti unici, le scene e le scenette varie in occasione di festività particolari, inaugurazioni e convegni di ogni tipo e importanza.
Il lancio vero e proprio avviene con il nuovissimo lavoro "El vecio avaro", al quale segue "Il principe della Selva Nera". Italo è nel frattempo autore, regista ed anche attore, resta memorabile la sua interpretazione di "Flavianus", un drammone storico in 5 atti in costume romano. Anche Giuseppe fa l'attore e si esibisce in diverse parti, poi scoccano i primi segnali di pittura e disegno, dato che i manifesti per le recite oratoriane venivano sempre eseguiti a mano da Giuseppe in coppia con il simpatico Gustavo Toller pittore.
E si prosegue, malgrado la guerra e l'Oratorio devastato dai bombardamenti. Alla ripresa parte anche la rinascita della Filo dell'Oratorio con il nuovo nome de "La Vetta", il teatro viene risistemato alla meglio e così Italo può presentare la prima commedia del dopoguerra, proprio nel dicembre del 1945, "Toni set o no set trentin?".
Nel '47 nasce il Coro Scarpon ed è sempre Italo alla sua guida, continuano le collaborazioni con l'Oratorio e la Parrocchia, altre commedie e altro teatro di successo, che galvanizzano un pò tutti. Arrivano altri importanti impegni, ma la collaborazione con la Parrocchia non manca per i primi presepi in chiesa e per la Via Crucis luminosa degli anni '70, sempre idee di Italo. Anche Giuseppe non demorde, prosegue la sua attività di attore con la Filo, arrivano altre collaborazioni, speaker ed animatore nei vari carnevali organizzati dall'Oratorio, poi il Circolo Amici dell'Arte, il Cineforum Lavisano all'Oratorio e la recita di una vera e propria "Passione" nel periodo di Pasqua all'Oratorio negli anni '70. Due fratelli quindi indimenticabili, due veri volontari, nati e vissuti tra le pareti oratoriane e quindi da definire veri "Oratoriani Doc". Come del resto erano quelli di una volta e che nessuno dimenticherà mai, anche se gli anni passano per tutti!
Giovanni Rossi
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1 commento
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Sabato, 23 Giugno 2012 08:47
inviato da luisa mattedi
grazie, carissimo Giovanni,
ogni tuo scritto di Italo e Beppino fa riemergere un'infinità di emozioni, di ricordi indelebili di grandi-semplici figure che tanto hanno dato per il piacere di dare......volontariato senza secondi fini!
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