Trento. Un'opinione banale sui tafferugli di domenica 22 luglio 2012
È evidente che non si tratta d'una mafia, o se si, che questi sono i calzolai della mafia medesima – con tutto rispetto per i calzolai, ovviamente. Quello che pare chiaro è che si tratta di un gruppo di persone che, per vivere o per lucro, s'è messo a vender droga in Piazza Dante e a Santa Maria Maggiore. E quando sono arrivati altri disgraziati a rubare loro il lavoro, non ha trovato di meglio che tirar su sassi, coltelli e bastoni e fare come si faceva una volta, risolverla a pacche.
Molto comprensibilmente gli onesti cittadini trentini, di fronte a un folto gruppo di stranieri che si mena per strada, si sono alterati. Saranno pure dei poveretti – anche se dalle foto, non sembrano indigenti né patiti- però sono tanti, mediamente stazzati e non hanno niente da perdere. La cittadinanza -giustamente- cade in apprensione: e partono rumorosi appelli al sindaco. Che faccia qualcosa, che questo non è il bronx, che con tutti i sussidi che prendono (Quali sussidi? Chi? Perché? Come? E in base a cosa? Boh) ancora stan lì a fare sto casino, che è pericoloso, che la città è invivibile ormai da anni, ecc ecc.
Nessuno, però, s'è precisamente domandato perché questi si stavano menando. “Per faccende di droga” è la spiegazione che va per la maggiore. Come se la droga e la violenza fossero due cose ovviamente correlate, come il sole e il caldo, l'acqua e il bagnato. C'è droga, quindi si picchiano. Ma in realtà, se c'è droga, questi non si stanno picchiando perché ci sono per terra tre panetti di hashish che automaticamente fan prudere le mani a tutti. O perché quel tizio ha dell'eroina, e allora è ovvio che voglia anche spaccare qualche cranio a bastonate.
Non ci si picchia per la droga, ma per il mercato della droga. Qualcuno avrà iniziato a vendere droga in posti in cui qualcun altro vendeva droga, e questo qualcun altro ha ritenuto il danno subìto una perdita significativa: tanto significativa da racimolare pietre, bastoni e gente per andare a spiegare agli altri che così non si va d'accordo. Tanto significativa da decidere di inseguire e menare i rivali in pieno giorno in centro alla città. Quanto dovreste aver bisogno di soldi, voi, per fare una cosa del genere? Oppure, per quanti soldi voi vi prendereste la briga di tirare in piedi un casino simile? 1000 euro? Diecimila, centomila? Un milione?
La cosa palese, qui, ma che nessuno dice, è che se c'è chi vende, c'è anche chi compra. E chi compra? Gli altoatesini? I turisti? Le papere di piazza dante? No, i trentini. I figli, i fratelli e gli amici di quelli che si lamentano della criminalità. Non di rado, gli stessi che poi si lamentano della criminalità. Che il giorno ce l'hanno coi neri, e la sera fumano le canne col fumo preso in piazza Dante. O che tirano la coca per sentirsi splendidi, o che si pigliano il cartone perché sennò che palle Trento.
Ora, io non so precisamente quali droghe girino, in quali quantità o con che mercato. Però Trento ha circa 120.000 abitanti, e attorno ai 15.500 studenti universitari. Pare che il 15% dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni sia consumatore di cannabis. Mettiamo che un 15% dei soli studenti universitari spenda in hashish circa 40 euro al mese, per sé e per i suoi amici, consumatori ancora più sporadici: son già 93.000 euro al mese di giro d'affari. Più di un milione di euro all'anno, e solo gli universitari, e solo hashish. Vogliamo metterci anche il resto? Ad esempio, i giovani non universitari che le canne se le fumano lo stesso? O quelli che fanno uso anche di altre droghe?
La verità è che siamo fortunati a vederli che si picchiano in piazza; fortunati a non poter far a meno di notare che, a quanto pare, nella sola Trento c'è un mercato di spaccio al dettaglio abbastanza vasto da far rischiare la vita a qualcuno. Se c'è qualcosa che la gente dovrebbe imparare da quest'episodio, oltre al dramma dell'immigrazione, alle difficoltà dell'integrazione e balle varie, è soprattutto che la gente a Trento ama la droga, vuole la droga, ed è disposta a pagare molti soldi per avere della droga.
Sarebbe bello che se lo ricordassero tutti, quando si producono in affermazioni protofasciste su Piazza Dante o si appellano al sindaco per avere “più sicurezza”. Il problema non sono gli immigrati, il problema sono tutti i vostri amici e parenti che sono disposti a pagare – e lo fanno – per avere della droga.
Goffredo Tabacci
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1 commento
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Giovedì, 26 Luglio 2012 10:12
inviato da Carpi maurizio
Parole sante Goffredo! Detto questo,la gente che non fa uso di droghe,non deve vivere nel terrore di passeggiare in citta o essere spettatori di risse pericolose.
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