appartenente storicamente alla nobile famiglia Passi (originaria di Bergamo), arrivata nella nostra zona presumibilmente verso la seconda metà del 1500.
Come ci racconta Fabio Franceschi, nella sua ultima pubblicazione dedicata appunto alla famiglia Passi, prima residente al Maso Spon, poi a Pressano ed infine a Lavis nella bella palazzina di via Matteotti (oggi casa Franceschi), quella a fianco del palazzo de Maffei. Con il recente trasferimento della Farmacia Comunale "S.Udalrico" dalla primaria sede di piazza Battisti, è tornato in auge anche l'antico palazzo già della famiglia Passi di via Matteotti, che la ospita nei rinnovati locali al piano terra.
Quello attualmente di proprietà degli eredi Franceschi è sicuramente uno degli edifici più importanti della storia lavisana, di proprietà della famiglia Passi sin dal XVII secolo, furono poi tanti i passaggi di proprietà fino al 30 ottobre del 1906 quando tutta la casa venne acquistata interamente dal farmacista Aurelio Largaiolli.

Nel 1937 altro acquisto in due parti dell'edificio, una metà da Adolfo Calvana e l'altra metà da Tullio Franceschi (il padre degli attuali eredi), che però dopo alcuni anni entra in possesso dell'intero edificio divenendone così l'unico proprietario. Come ci ha confermato Fabio Franceschi ora insegnante a riposo, il papà Tullio aveva acquistato l'intero edificio anche per aprire un magazzino all'ingrosso di frutta ( mele, pere ) raccolta principalmente nei dintorni di Lavis, Meano, Nave S.Felice, Zambana, però non disdegnando nemmeno la Valle di Non.
Il 12 giugno 1943 a soli 42 anni muore improvvisamente Tullio Franceschi e l'azienda commerciale prosegue nelle mani della vedova Orinda Pilati insieme allo zio paterno di Fabio, Mario Franceschi, fino al 1947. Dopo il ritiro da parte di Orinda, il commercio di frutta all'ingrosso prosegue ancora per qualche anno in mano allo zio Mario.
Si presentano quindi appettibili a nuove esigenze i locali verso la via Matteotti e nei primissimi anni 50 arriva Giovanni Fontana che apre un'officina meccanica specializzata per la riparazione dei caratteristici scouter "Vespa", la prima invenzione vincente della famosa "Piaggio" . Oltre la riparazione delle prime moto del boom economico, si effettua anche la vendita e naturalmente anche l'assistenza in garanzia di tutti gli scooter arrivati a Lavis. Giovanni Fontana si trasferisce, armi e bagagli, nella sua nuova casa-officina-distributore di via Clementi e dagli anni 70 i locali di casa Franceschi vengono occupati dai fratelli Corona, Aldo-Maurilio-Dino, che producono materassi di ogni tipo e per ogni letto, piumini, ecc. Dopo gli anni della ditta Corona arriva il laboratorio artigianale di Riccardo Bonvicin che fa il tapezziere, sia riparazioni in laboratorio ma anche nelle varie case dei lavisani.
Dalla tappezzeria alla tipografia il passo è breve, nei locali entra il profumo delle prime macchine tipografiche con Ezio Zeni tipografo, che rimane in casa per parecchi anni. Dopo la tipografia Zeni arriva provvisoriamente la bottega di calzature del Mario Gadotti, mentre di fronte sulla stessa via le stanno restaurando la casa col nuovo negozio, praticamente dove c'era la Trattoria del Bruno Patton, storicamente già "Giovanni della Serafina" di indimenticata memoria. Per qualche tempo arriva anche l'ufficio dei Vigili Urbani o cosidetta "Polizia Municipale di Lavis", quindi l'ufficio di una Immobiliare, la bottega artigianale di arte Folk russa e per finire anche in una Agenzia di Assicurazione, la Allianz.
Da non dimenticare che nell'altro locale a fianco e sempre di proprietà eredi Franceschi, sin dal dopoguerra vi lavorò il tipografo Marcello Piffer e consorte con la loro tipografia artigianale "Atesina". Dai primi anni 70 arrivò Giancarlo Mariotti e la sua "Torrefazione Avisio" , la quale rimase in attività fino a tutto il 2010 e poi chiusa per pensionamento del titolare. Iniziano quindi i lavori di totale e radicale restauro di tutti i locali del piano terra a cura dell'Impresa Gino Moletta (quella che sta lavorando anche sul castello-giardino dei Ciucioi).
I nuovi spazi tornano a risplendere, spaziosi ed eleganti, il 15 giugno scorso si inaugura la sede della Farmacia Comunale S.Udalrico che trasloca dalla piazza Battisti e conclude così il fantomatico "valzer delle farmacie" avviato da qualche tempo in borgata. E qui è d'obbligo tirare in campo un detto popolare trentino che recita pressapoco così: " quel che è stà, torna ..." ! Si riferisce naturalmente alla Farmacia di
Mario Largaiolli che c'era già negli anni 30, ritorna nello stesso posto e ambiente un'ottantina d'anni dopo, questa volta però sotto l'egida di Farmacia Comunale e con un supporter d'eccezione come intitolazione, nientemeno che il Patrono di Lavis Sant'Udalrico !
































































