Lavoro nero, quali sono i dati in Trentino?
Un racconto circostanziato, che ci indica che, nella tal situazione, una ventina di giorni fa sarebbero intervenuti anche i carabinieri per una verifica, della quale, per quanto ci riguarda, non conosciamo le motivazioni e gli esiti.
Detto questo e auspicando anche, che se i fatti dovessero corrispondere alla realtà, chi deve i denari, saldi immediatamente il dovuto al disperato che ne ha bisogno vitale, lo spunto ci viene utile, per capire e fotografare la situazione trentina del lavoro nero, se è vero com'è vero, che addirittura una Legge provinciale, quella riferita a "risarcimenti" pubblici per le vittime del lavoro, riconosce, forse incautamente, l'indennità anche alle vittime di tale "strozzinaggio" lavorativo, senza che vi sia l'impegno a costituirsi parte civile verso gli eventuali datori di lavoro disonesti, per recuperare l'assegno erogato.
Un riconoscimento di fatto della situazione e, l'impossibilità concreta di combattere il malaffare di uno sfruttamento, che sembrerebbe sempre più pesante, nei confronti di soggetti economicamente disperati, disoccupati locali e non, nel complesso mondo del lavoro che, nell'onestà attuativa, potrebbe e dovrebbe dar soluzioni all'esigenza sia dei lavoratori, sia dei datori di lavoro.
Quale deterrente attivo, ad esempio, potrebbe essere la disposizione che aziende a qualsiasi titolo impegnate con l'ente pubblico diffuso sul territorio, a fronte di una palese violazione sul tema, con l'accertato uso di lavoro in nero a qualsiasi livello e in qualsiasi lavoro, anche privato, non potesse accedere a forniture/appalti, escludendole per un tot di anni dalla possibilità di accedervi.
Ma detto invece che, almeno così sembrerebbe, pur sapendo, poco si riesca a perseguire, ci sembra almeno corretto capire e avere dati certi, almeno sulla situazione nota, rilevata e perseguita, in ogni filiera produttiva presente nella nostra Provincia, per capire e verificare, se le gestioni statistiche del fenomeno, corrispondono o no, alla realtà fattuale, che sembrerebbe sfuggire al controllo.
Quali sono i dati di rilevamento, riguardo al fenomeno del "lavoro in nero", riguardanti la Provincia di Trento; quali e quanti, su tutto il territorio, le verifiche specifiche, in quali settori e quanti i verbali e le segnalazioni fatte dalle autorità competenti alla Magistratura, per ogni anno dal 2005 a oggi?
Tra le vittime del lavoro o infortuni sul lavoro nella nostra provincia o di nostri residenti caduti fuori dai nostri territori provinciali, quanti sono dal 2005 a oggi e di questi, quanti coloro, che non sono risultati in ordine con il rapporto di dipendenza.
Come si intende politicamente perseguire, in modo reale e concreto, tali situazioni di sfruttamento e, vista la situazione di cogente di gran sofferenza di tutti i settori, quali controlli si intendono attivare, verso coloro, che vorrebbero trovare soluzioni facili ed economiche, sulla pelle della gente, per attuare concorrenza sleale verso la moltitudine di aziende e imprese, che invece seguono correttamente norme e procedure del lavoro.
È ipotizzabile rendere norma che chiunque sia "condannato" per utilizzo di lavoratori fuori norma, non possa partecipare a nessuna fornitura/appalto verso l'ente pubblico, presente in provincia di Trento.
È ipotizzabile che la Provincia di Trento, quale ente Pubblico primario sul territorio, si renda automaticamente Parte Civile nella richiesta di risarcimento e a tutela dei lavoratori prestanti per necessità, opera di lavoro in nero.
Nella consapevolezza che eliminare il fenomeno, pur con l'opera di repressione e d'informazione, non è opera semplice, soprattutto per le realtà che arrivano in Trentino con poca cultura e rispetto della persona, quali attività ispettive si intendono attivare, da affiancare alle Forze dell'ordine che, arrivando in divisa, spesso producono il fuggi-fuggi "obbligato" di chi opera fuori dalle norme?
Claudio Civettini
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