Democrazia diretta: il disegno di legge
Erano solo una decina gli interessati giunti ad ascoltare gli interventi di Stefano Longano, Alex Marini e Cristiano Zanella. In modo lineare, trasparente, semplice e diretto (come in una vera democrazia, a differenza di certi regimi neo-fascisti che si nascondono dietro l’ipocrita maschera della democrazia), Longano, Marini e Zanella (membri del comitato) hanno presentato l’ambizioso disegno di legge di iniziativa popolare per dare maggiore potere e importanza decisionale, non alla famigerata casta che si sta alimentando con il letame dell’anti politica, ma al popolo, alla base, alle persone. L’obiettivo, quindi, è di dare al popolo la possibilità di intervenire direttamente nelle fasi decisionali mediante lo strumento del referendum (privandolo del quorum), educando le nuove generazioni ad essere cittadini attivi e regolamentando il dibattito pubblico secondo i criteri di correttezza dell’informazione.
In sostanza, come riportato nel volantino distribuito durante la serata di martedì, (vedi allegato al testo) il disegno di legge propone un maggiore coinvolgimento nella vita pubblica mediante l’estensione del diritto di partecipazione ai residenti a partire dai 16 anni per petizioni, iniziative popolari e referendum consultivi. Punti importanti sono quelli riguardanti l’educazione civica, per una maggiore divulgazione e promozione della democrazia diretta; trasparenza e pubblicizzazione telematica delle iniziative relative a questa legge; portale digitale delle petizioni con possibilità di sottoscrizione on-line e commissione per la partecipazione con possibile rappresentanza dei comitati civici.
La maggiore partecipazione deve avvenire mediante i Pritani: consigli di cittadini a sorteggio su convocazione istituzionale o popolare per proporre decisioni pubbliche da indirizzare alla Giunta o al Consiglio.
Gli altri punti che riassumono il contenuto della legge sono: consultazioni pubbliche nel processo legislativo e pubblicazione degli atti; regolamentazione del dibattito pubblico secondo criteri di correttezza dell’informazione, imparzialità ed equa rappresentanza; Iniziativa popolare con assistenza legislativa ed audizione pubblica dei promotori; sistemi di raccolta elettronica delle firme; trasparenza nei finanziamenti a sostegno dei referendum; informazione sui referendum attraverso l’invio di opuscoli contenenti: descrizione quesito, posizioni favorevoli e contrarie, dettagli sul luogo e date della convocazione ed elenco dei finanziamenti; giornate referendarie per accorpare diverse consultazioni in un’unica data anche in coincidenza delle giornate elettorali; voto elettronico e postale; referendum consultivo promosso dai cittadini aperto ai maggiori di 16 anni; eliminazione del quorum nei referendum provinciali; referendum confermativo facoltativo su leggi, regolamenti e atti provinciali; referendum propositivo avente per oggetto anche disegni di legge e con possibilità di presentazione di una controproposta da parte di Giunta e Consiglio; possibilità di scegliere tra una pluralità di proposte; mozione di sfiducia di iniziativa popolare del Presidente della Provincia o di uno o più assessori; limite dei mandati delle cariche pubbliche per un massimo di due legislature; cessazione del trattamento economico dei consiglieri che non acconsentono alla pubblicazione della loro situazione patrimoniale.
Tale iniziativa necessita del sostegno popolare. Dal 19 aprile 2012, infatti, è possibile sostenere il disegno di legge firmando gli appositi moduli presenti, allo stato attuale, in una settantina di Comuni della nostra Provincia. Nel giro di tre mesi bisognerà raccogliere 2.500 firme.
Per maggiori informazioni, rimando al seguente link: http://piudemocraziaintrentino.org/
Andrea Casna
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1 commento
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Mercoledì, 30 Maggio 2012 21:38
inviato da
Alex Marini
Da una parte sono i cittadini che devono cambiare la società ed è per questo che abbiamo scritto questo ddl e stiamo raccogliendo le firme.
Dall'altra crediamo che opportune regole sociali cambino i cittadini rendendoli più responsabili e più consapevoli. E' per questa ragione che contiamo di raccogliere 2.500 firme sperando che i principi qualificanti della nostra proposta vengano approvati in una nuova legge provinciale.
Il ddl è uno sforzo per un'innovazione sociale di cui abbiamo tanto bisogno in Trentino.
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