Agricoltura di montagna: la sfida per il futuro. L'incontro il 4 giugno a Predazzo.
"La Convenzione delle Alpi” contiene il Protocollo dedicato all'agricoltura di montagna. Esso stabilisce le misure per conservare e incentivare l'agricoltura di montagna, allo scopo di stimolare la permanenza della popolazione in loco e lo svolgimento di attività economiche sostenibili. A tal fine, promuove fonti di reddito alternative per gli agricoltori. Tra queste figurano, per esempio, il turismo, la tutela del paesaggio e la vendita diretta dei prodotti agricoli. Il Protocollo, approvato nel dicembre del 1994, è stato firmato da tutte le Parti contraenti ed è stato ratificato da Austria, Germania, Liechtenstein e Slovenia.
Nei decenni passati, nelle valli dolomitiche la pratica agricola occupava i terreni posti in fondovalle e la sua funzione era quella di produrre cibo per le popolazioni locali. I luoghi residenziali venivano identificati nelle aree di minor pregio agricolo allo scopo di non intaccare le aree più pregiate che dovevano invece essere destinate all'auto-sostentamento. Nel dopoguerra, con la ripresa economica e con lo sviluppo dell'industria del turismo anche le valli dolomitiche hanno conosciuto un benessere diffuso il cui esito è stato il progressivo abbandono delle pratiche agricole, l'espansione urbanistica dei paesi che è andata ad invadere molte aree agricole pregiate. I contadini hanno mano a mano abbandonato la cura delle colture locali puntando alla monocoltura della fienagione che dalle quote più elevate si è trasferita nei fondovalle. Questo ha rappresentato una involuzione della stessa agricoltura e già da anni ci si è resi conto della necessità di invertire la rotta.
L'obiettivo è ridare competitività e nuove forme di reddito agli agricoltori e fare in modo che una agricoltura maggiormente differenziata possa dare un contributo ad una nuova forma di turismo maggiormente legato al territorio, un contributo ad un paesaggio sotto alcuni aspetti divenuto più monotono, una maggiore attenzione alla biodiversità, un rapporto più diretto tra agricoltori e comunità attraverso la vendita diretta dei prodotti.
L'incontro di Predazzo intende anche porre l'attenzione su un aspetto che è fondamentale per la sopravvivenza dell'agricoltura in senso generale. È di vitale importanza infatti non perdere il capitale botanico costituito dalle antiche sementi le quali contengono il patrimonio genetico delle coltivazioni anticamente presenti in queste aree. Patrimonio genetico che con l'adattamento all'ambiente di montagna le ha rese resistenti ed adatte ai nostri climi e terreni. Questa azione di recupero e la reintroduzione di queste coltivazioni nelle zone montane sta avvenendo con successo per merito di agricoltori saggi, sensibili e delle associazioni di agricoltori che progressivamente si stanno costituendo.
L'iniziativa di Predazzo intende perciò ragionare sull'agricoltura come nuova sfida per il futuro. L'evento si rivolge a tutti, dal contadino ai proprietari degli orti, dagli albergatori al cittadino comune per arrivare agli amministratori pubblici invitandoli ad essere sensibili nei confronti di questa opportunità.
Incontro Predazzo
Massimo Girardi - Transdolomites
Sito web: www.transdolomites.eu Email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.Ultimi da Massimo Girardi - Transdolomites
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