Ricordiamo, come fosse ieri, l'ultimo martedì di Carnevale del 1957 che era in calendario esattamente il 5 marzo di quell'anno. Grande e bella giornata veramente, una decina i carri partecipanti alla sfilata come sempre iniziata dall'Oratorio di via Carmine (ora è la via Degasperi) con in testa la Banda Sociale al gran completo.
La Giuria quell'anno era stata sistemata sul palco proprio davanti al palazzo de Maffei (allora era il Convento delle Suore Canossiane), composta da eminenti personaggi storico-culturali di allora, naturalmente c'era anche il sindaco Catullo Battisti, il segretario comunale Pietro Clauser, il direttore didattico e anche alcuni insegnanti delle scuole locali, non mancava il presidente dell'allora Giunta Parrocchiale (oggi si chiama Consiglio Pastorale Parrocchiale) che era Simeone Jori.
Ebbene il primo premio quell'anno era stato assegnato all'unanimità al carro denominato "Vecchio Scarpone", praticamente realizzato dai giovani oratoriani sulla falsariga della canzone omonima, a suo tempo presentata al Festival di San Remo, scritta e musicata da Donida-Calibi e cantata da Gino Latilla. Una realizzazione che aveva avuto impegno e costanza da parte di tutti, improvvisatisi falegnami, pittori, stuccatori e attrezzisti vari, il cantiere di quel carro era stato ospitato presso uno dei capannoni usati per la raccolta dell'uva alla Cantina Sociale di via Carmine, grazie anche alla disponibilità sempre dimostrata verso l'Oratorio dall'allora direttore cav. Ezio Cesconi. Questa la dislocazione dei personaggi sul carro: nello scarpone in piedi c'era
Sergio Nardon, seduti alla base c'erano Lidio Gislimberti e Rinaldo Clauser, praticamente i due cantanti della canzone emuli di Gino Latilla, il trattore era guidato da Lino Claus. Sui cappelli da montagna i personaggi portavano un paio di stelle alpine ciascuno, fiori originali e perfettamente conservati dei quali si era fatta incetta presso amici e conoscenti di Fai, Andalo e della Paganella.

Naturalmente, per tutta la serata la canzone "Vecchio Scarpone", essendo a tempo di marcia si prestava benissimo ad essere cantata e ricantata dai cori improvvisati, aveva imperversato in tutta Lavis, interpretata sia dai grandi che dai piccoli di turno fino alla fine della manifestazione e della giornata. Non era mancato nemmeno il sottofondo musicale da parte della Banda Sociale, che aveva proseguito imperterrita anche se i musicisti, piano piano, andavano sempre più assottigliandosi come numero. Il perché era stato subito spiegato, dalla "Serafina", quasi di fronte al palco della Giuria dove allora c'era la premiata Trattoria Vittoria appunto, si stava preparando il classsico "Tortel" con la luganega, ovvero lo "smacafam" di antica memoria e tutta la Banda Sociale era invitata...
Chiudiamo questo Carnevale 2012 con alcune strofe della canzone "Vecchio Scarpone", un ricordo anche a tutti i personaggi di quel carro indimenticabile che hanno già abbandonato da alcuni anni anche il carro della vita:
"Lassù in un ripostiglio polveroso
fra mille cose che non servon più,
ho visto un poco logoro e deluso
un caro amico della gioventù.
Vecchio Scarpone
quanto tempo è passato
quante illusioni fai rivivere tu.
Quante canzoni, sul tuo passo ho cantato
che non scordo più.
... e verso il finale ...
Vecchio Scarpone,
fai rivivere tu
la mia gioventù. "
E a mezzanotte anche il Carnevale di quest'anno se ne va, forse insalutato ospite salvo la manifestazione di Giovedì Grasso, il Carnevale a Lavis però era già finito da allora... E domani mercoledì arrivano le Ceneri, e incomincia la Quaresima, per tutti!
































































