Ricordi di un chierichetto
Ricordo anche che quando la tunica nera che indossavamo incominciò ad essere troppo corta, per la mia crescita precoce, ed arrivò il momento di essere sostituito con altri, fu per me quasi traumatico, tanto ci tenevo ad esserci in momenti così importanti. Certo ne conbinavamo di tutti i colori, ed i Parroci di Nave San Rocco, prima don Randolfo Sottopietra e poi don Renzo Agostini, avevano il loro bel da fare per tenerci a bada.
Chissa perchè ancora oggi, spesso, mi ritornano in mente quei tre giorni di fine primavera in cui si svolgeva il rito delle "Erogazioni ". Rito ecclesiastico che consisteva nel procedere in processione alle cinque del mattino lungo le nostre campagne, cantando nenie ed implorando Nostro Signore di liberare i frutti e le piante dalle folgori e dalle tempeste. "A folgore et tempestate liberas nos Domine". Non capivo perché di mattino così presto. Mio padre mi costringeva a svegliarmi, e dovevo essere lì davanti a quel lungo corteo a portare la croce, su fino al Maso Visentin, attraverso coltivazioni d'ogni tipo.
E ancora mi chiedevo: ma se mio padre era un semplice operaio e nulla aveva a che fare con il mondo contadino, come mai ci teneva così tanto a questo rito che consideravo quasi pagano? Molto più avanti mi resi conto delle sue buone ragioni.
Onorio Bassoli
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