All'Oratorio si proietta anche di feriale, ogni mercoledì, perlopiù film gialli in bianco e nero, quelli storici riesumati e anche qualche comico americano rimasto indietro dalla programmazione normale. Poi il film cosidetto importante arriva sempre il sabato e la domenica, salvo qualche disposizione contrattuale con le Case di Noleggio che vogliono i famosi "tre giorni" e quindi anche il venerdì. In cabina si prosegue perfettamente bene, Dario Moscon è sempre presente e qualche volta anche primo e unico operatore in caso di "forzate" assenze del sottoscritto. Con l'arciprete don Luigi e i cappellani si vive d'amore e d'accordo, tanto che in qualche periodo dell'anno, vengono organizzate anche delle "gite premio" per tutti i collaboratori e volontari che lavorano nel cinema, cassiere e gentil donzelle comprese. Si parte presto la domenica mattina verso la Val di Fassa, i vari rifugi Rosetta e Piz Boè, anche sulla Marmolada e dintorni, sempre però puntali al rientro a Lavis per la proiezione serale delle 20.30 al cine, qualche volta tutti stanchi, abbronzati ma felici dell'estemporanea giornata passata tutti insieme.

Dario Moscon in cabina
È proprio in questo periodo - metà anni '60 - che si lancia l'idea della famosa festa "Ciao mamma e Ciao Papà", con un grande varietà comico-musicale che occupa l'intero pomeriggio per tutti e quindi, alla sera, solita conclusione con il film in calendario. Con questo neonato varietà prende anche il via l'attività del giovane complesso musicale oratoriano, con tutti gli appassionati di turno con in testa il leader musicista-cantante Giancarlo Rosa il quale è l'anima di questa ulteriore novità di aggregazione musicale.
E per il cinema sempre avanti, anche perchè arrivano spettatori da ogni parte per vedere e ammirare i nuovi titoli interpretati da Gianni Morandi in coppia con quella che diventerà la sua prima moglie, Laura Efrikian. In cartellone si succedono quindi "In ginocchio da te", "Non son degno di te", "Mi vedrai tornare", "Se non avessi più te", tutti della gloriosa ed italianissima distribuzione Titanus di Goffredo Lombardo, con prezzi imposti ed impegni contrattuali da rispettare rigorosamente.
Una parentesi poi p
er alcuni di noi e che aveva preso piede quasi ogni domenica subito dopo pranzo, era quella di andare a prenderci il caffè sulla cima della... Paganella. Ci si incamminava, in quattro-cinque, di buon passo verso la stazione a valle della funivia direttissima ai piedi della Paganella e quasi sempre si incappava nel turno buono di salita. Amerigo e Marco, i due controllori di viaggio, ci aprivano la porta e quindi partenza per la sommità della Paganella, arrivo pronto e preciso dopo circa 8 minuti di orologio. Al Rifugio Battisti si sorbiva il caffè e dopo un riposino ad ammirare i dintorni, pronti per la discesa ed il rientro a Lavis. Altra scarpinata dalla stazione fino all'Oratorio e quindi tutti pronti in servizio per la proiezione delle 16, quelli sì che erano bei tempi con la Funivia della Paganella sempre disponibile...In quei tempi, Sociologia a Trento aperta dal 1962, soggiornavano in due appartamenti dei primi condomini di via Rosmini a Lavis una quindicina di sociologi, trà i quali i più illustri di allora: Boato, Rostagno, Curcio, Faranda e altri. Tutti questi arrivavano sempre puntualmente al Cineforum del venerdì e partecipavano attivamente alla discussione, si sentiva che erano intendenti di film e ne conoscevano storie e tematiche veramente fino in fondo. All'inizio si era dubitato che questa partecipazione arrivasse a dei fini politici e sessantottini, invece allarme rientrato per tutti, anche perchè con la presenza dei sociologi la discussione veniva sempre valorizzata e nei presenti al cineforum si creava il vero coinvolgimento auspicato proprio dalla FIC (Federazione Italiana Cineforum). E tornando ai film di Morandi, uscendo a tarda ora dal Cineforum si potevano ammirare i manifesti e gli affissi dei suoi film esposti nell'atrio. C'era qualcuno trà i sociologi presenti che canticchiava sommessamente, vedendo le foto di Morandi, «fatti mandare dalla mamma a prendere il latte...». Questa era la magia del cinema, ma anche del Cineforum di quelli anni indimenticabili!
Leggi anche gli altri articoli sul cinema a Lavis, di Giovanni Rossi:
- QUANDO A LAVIS C'ERA IL "NUOVO CINEMA PARADISO" (1)
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25 ANNI DI "CINESTATE" AL PARCO URBANO DI LAVIS
































































