II disturbi del linguaggio: l'afasia di Broca.
Nel 1861 il medico francese Paul Broca, sezionando il cervello di un paziente con problemi linguistici, identificò nell'aree di Brodmann 44 e 45 poste nell'emisfero sinistro, chiamate poi area di Broca, uno dei centri del parlato. Compito di questa porzione del cervello è la produzione linguistica.
I sintomi dell'afasia di Broca, altresì nota come afasia motoria, sono la perdita di fluidità nel parlare, la lentezza e la faticosità nell'articolazione delle parole, l'utilizzo di strutture sgrammaticate. In alcuni casi l'afasia può essere selettiva: il soggetto potrebbe non essere in grado di pronunciare solo i verbi, oppure solo i sostantivi, talora reali, talora astratti. Solo nei casi più gravi può essere compromessa anche la scrittura.
Studi più recenti compiuti con TAC (tomografia assiale computerizzata) e TEP (tomografia ad emissione di positroni) hanno dimostrato che a essere compromessa non è tanto l'articolazione del linguaggio, ovvero i movimenti muscolari di volto e laringe, quanto la produzione di parole con un significato, di frasi grammaticali. L'area di Broca sembra quindi avere il compito di tradurre il nostro linguaggio mentale nella lingua comune.
Le terapie cui si possono sottoporre gli afasici sono prevalentemente di tipo logopedistico. Ai pazienti vengono fatti eseguire esercizi specifici da personale specializzato, in modo da riacquistare almeno in parte le capacità perdute. Infatti, essendo la struttura del nostro cervello piuttosto malleabile, altre porzioni di cervello, se sottoposte a opportune stimolazioni, possono sostituire almeno in parte l'area di Broca nelle sue funzioni linguistiche.
Elisa Corni
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